collettiva_femminista Sassari presenta il volume di Liliana Rampello, Sei romanzi perfetti. Su Jane Austen, il Saggiatore

19 maggio 2015 by

Sassari, Biblioteca Comunale, Piazza Tola giovedì 21 maggio, ore 17,30

collettiva_femminista Sassari presenta il volume di Liliana Rampello, Sei romanzi perfetti. Su Jane Austenil Saggiatore

sarà presente l’autrice in dialogo con Monica Farnetti, Giulia Brianda e Ivana Pintadu di collettiva_femminista Sassari

banner fb

L’evento inaugura la seconda edizione della rassegna Fioriture che quest’anno è dedicata al tema della libertà femminile e, come l’anno scorso, organizzata da collettiva_femminista SassariArci e noiDonne2005, con il patrocinio del Comune di Sassari e in collaborazione con la Libreria Dessì-Mondadori

Scheda del libro:

Con Jane Austen non esistono mezze misure. La sua opera divide la critica e i lettori da più di due secoli: autrice di romanzi «per donne», conformisti e privi di spessore letterario, tutti trine e sposalizi, o il «genio meraviglioso» intravisto da Vladimir Nabokov, la scrittrice che Virginia Woolf defi nisce «la più perfetta artista fra le donne»? Liliana Rampello identifica un nuovo tassello del percorso di conoscenza intrapreso dalla grande autrice inglese attraverso la lettura analitica dei suoi «sei romanzi perfetti»: Ragione e sentimentoOrgoglio e pregiudizioMansfield ParkEmmaL’abbazia di Northanger Persuasione. Personaggio, trama e spazio: tre snodi centrali nell’architettura del romanzo classico sono messi a fuoco a partire dalla più originale invenzione di Jane Austen, il romanzo di formazione femminile, in cui l’eroina tradizionale lascia il posto a una giovane donna protagonista del proprio destino. Disegnate con spietato rigore verbale, preciso realismo e ironia travolgente, le sue ragazze, pur dovendo imparare a scegliere un buon marito, non dimenticano mai qualcosa di altrettanto essenziale: il proprio desiderio di felicità. E in questa ricerca èda un’altra donna che si fanno accompagnare. Nel solco della tradizione shakespeariana, in Jane Austen il dialogo è un vero e proprio motore narrativo, la conversazione diventa l’unica azione in grado di cambiare il corso della storia personale e collettiva. In tutti e sei i romanzi, Elizabeth, Emma e le altre si muovono in uno spazio narrativo circoscritto, dal salotto al giardino, dalla casa paterna a quella maritale, perimetro di una limitata geografi a fi sica che si fa ampia geografi a morale: qui la loro formazione non rappresenta più, come nella tradizione maschile, un’«avventura dell’io», ma una «trasformazione di sé» in relazione con l’altra e l’altro. In Sei romanzi perfetti, Liliana Rampello fa riecheggiare la voce impietosa e incontenibile di una maestra di libertà femminile, capace di una messa in commedia talvolta crudele ma veritiera, che spolpa il sentimentalismo e mette a nudo la logica raffi nata e violenta di una società patriarcale e divisa in classi. La caratteristica leggerezza dei suoi scritti nasconde una verità recondita, che si annida nel dettaglio minimo, in un’emozione trattenuta, in un veloce scambio di battute, in un gesto solo apparentemente casuale. È questo il segreto del successo di Jane Austen, quello per cui ancora oggi la sua opera continua a entusiasmare intere generazioni di lettrici e lettori.

Profilo dell’autrice: Liliana Rampello, critica letteraria e saggista, ha insegnato Estetica all’Università di Bologna. Vive e lavora a Milano come consulente editoriale. Tra le sue pubblicazioni, La grande ricerca. Saggio su Proust (Pratiche 1994), e Il canto del mondo reale. Virginia Woolf. La vita nella scrittura (il Saggiatore). Per il Saggiatore ha curato anche la raccolta di saggi di Virginia Woolf Voltando pagina. Saggi 1904-1941 (2011).

magliette di collettiva_femminista

11 luglio 2014 by

grande richiesta

coppia
colore

costo spedizione

Proiezione del doc «Lina Magiacapre. Artista del femminismo»

12 giugno 2016 by

mangiacapre_fb-01Care e cari,

martedì 14 giugno alle 18, presso la Biblioteca comunale di Piazza Tola a Sassari, collettiva_femminista Sassari organizza un incontro pubblico con Nadia Pizzuti, scrittrice, giornalista e cineasta in occasione del suo nuovo documentario «Lina Magiacapre. Artista del femminismo».

Un’occasione preziosa per conoscere e ammirare la vita di una delle protagoniste del femminismo italiano degli anni Settanta che ha dedicato la sua vita al cinema, al teatro, alla filosofia e alla scrittura (per maggiori informazioni potete andare nel sito dedicato a Lina Mangiacapre e al gruppo delle Nemesiache: http://www.linamangiacapre.it/home_nemesiache.php)

Nadia Pizzuti (di cui potete leggere un’ampia biofilmografia qui: http://www.cinemadonne.it/?p=1374) negli anni ’90 ha diretto la sede dell’agenzia ANSA a Teheran,  prima corrispondente donna della stampa internazionale ad essere accreditata nell’Iran post-rivoluzionario. Il suo lavoro intorno ad alcune delle biografie femministe italiane più interessanti l’ha portata nel 2012 a progettare un film dedicato ad Angela Putino.

In dialogo con l’autrice: Lucia Cardone e Alessandra Pigliaru

*

In collaborazione con Chicca Pulina della Libreria Dessì-Mondadori di Sassari.

Speriamo di vedervi in tante e tanti.

Grazie e a martedì, un abbraccio da collettiva_femminista

sosteniamo il Centro di documentazione e studi delle donne di Cagliari che rischia la chiusura

20 luglio 2014 by

[Grazie alla redazione di sardegnasoprattutto per il post che ha dedicato all’argomento]

Biblioteca_Centro_di_Documentazione_e_Studi_delle_Donne_d0Alle amiche e compagne del Centro documentazione e Studi delle donne di Cagliari va tutto il nostro sostegno. In questi anni, ciò che hanno creato e animato, politicamente e culturalmente, non appartiene al solo territorio cagliaritano ma alla Sardegna tutta, ponendosi come una sponda preziosa tra l’isola e il mondo. Le attività, i laboratori, gli incontri organizzati hanno consentito che generazioni di donne potessero trovare nel Centro un importantissimo luogo di scambio. Il fondo librario, così come la letteratura grigia e le migliaia di titoli presenti sono inoltre un patrimonio imperdibile al quale anche noi di collettiva_femminista Sassari non solo non vogliamo rinunciare bensì cercheremo in tutti i modi percorribili di non perdere.
Essere protagoniste della scena politica e culturale sarda significa chiamare a responsabilità quante in questi anni, dentro e fuori le istituzioni, hanno frequentato il Centro e conoscono la qualità politica di quelle relazioni. Chiediamo anche noi la massima attenzione e una presa di posizione chiara ed efficace sul rischio di chiusura che non vorremmo neppure considerare come eventualità.

collettiva_femminista

Giulia Brianda, Lucia Cardone, Sara Filippelli, Irene Melis, Giuliana Ortu, Alessandra Pigliaru, Ivana Pintadu, Elisabetta Satta, Serena Sias, Federica Soddu

*

abbiamo inserito questo testo nella parte dei commenti al post. Se lo ritenete, vi invitiamo ad esprimere allo stesso modo il vostro parere.

 

Femminismo e cinema

11 luglio 2014 by

Sono sorprendentemente pochi i film che raccontano le vicende del femminismo “storico”, se guardiamo ai movimenti degli anni Settanta e alle labili tracce che hanno lasciato sugli schermi. Che le pratiche femministe di allora fossero “invisibili agli occhi”, compreso quello meccanico e per solito accogliente della macchina da presa, è una questione che, ancora oggi, ci interroga. Non si tratta di lamentare una assenza, o una censura dello sguardo (che forse in parte può essersi consumata), quanto piuttosto di riflettere sul rapporto fra femminismo e cinema. E’ possibile raccontare le avventurose storie del femminismo attraverso le immagini in movimento? Quello del cinema è uno sguardo sufficientemente perspicace per dire la politica delle donne senza tradurla in apparato ideologico, senza cedere alle lusinghe (narrative e di mercato) del luogo comune, del bozzetto di costume? Il cinema può restituire e mettere in circolo l’autenticità e l’intensità del femminismo? Sono domande difficili e necessarie alle quali, forse, grazie anche alle nuove tecnologie e alla nuovissima disponibilità guadagnata dai dispositivi di ripresa e di montaggio digitale, possiamo rispondere con fiducia, sorridendo ai molti schermi che, per varie vie, tentano di raccontare e raccontarci le donne, le femministe del presente.
La nostra politica, sostanziandosi di pratiche differenti e a tratti sfuggenti, indefinibili, ha bisogno di altri sguardi per dirsi, e di altri sensi; ben oltre l’occhio, il guardare – che implica uno stare fuori – le pratiche politiche delle donne sono esperienze complesse che, propriamente e in tutti i sensi, mettono in campo i corpi. Basti pensare allo scandalo delle Femen e alla dirompenza della Pussy Riot, che si muovono in uno spazio del tutto nuovo, in qualche maniera interstiziale e certamente imprevisto, al confine fra performing art e antagonismo, fra messa in scena e contrapposizione, in un corpo a corpo dove autenticità e desiderio si misurano con l’esistente, con il possibile e con l’impossibile. Ed è ad un corpo a corpo che le loro esperienze ci chiamano, un corpo a corpo senza protezioni di sorta, dove è la fragile spavalderia della nudità l’elemento spiazzante, dirompente appunto. Sottratti, ad un tempo, dalla pruderie e dalla sofisticata e spersonalizzante patina glamour cui siamo fin troppo avvezze/i, questi corpi lottano e diventano pienamente corpi politici. Sono corpi di donne che sfidano l’osceno, nel senso etimologico del termine, giacché portano in scena e mettono al centro ciò che è stato sempre, statutariamente, tenuto fuori, relegato al fuori campo, alla irrapresentabilità, vale a dire il desiderio femminile. E’ un pensiero inseparabile dal corpo, che si dà e si mostra nel suo eccesso, che pone in modo radicale e ineluttabile la sua differenza. Sarà capace il cinema, e segnatamente la nuova frontiera dell’audiovisivo, di raccontare tutto questo? I film che presentiamo, in maniere diverse, raccolgono questa sfida, rischiando di inciampare ad ogni inquadratura, ad ogni taglio di montaggio nelle trappole della spettacolarizzazione, nei tranelli del già detto, del cliché. Eppure guardiamo a loro, a questi film, con fiducia. E con fiducia guardiamo al cinema che, come il mondo, deve allargarsi smisuratamente per far spazio ed accogliere la dirompente autenticità del femminismo e dei soggetti imprevisti che lo incarnano.

Femministe al cinema: la mia avventura sono io!

10 luglio 2014 by

collettiva_femminista sassaricollettiva_femminista Sassari ha accolto l’invito di Giorgia Guarino e Sassari Cinema per presentare tre film al Sassari Estate 2014.
Si tratta di due documentari e un film di finzione che raccontano storie ed esperienze differenti e invitano ad interrogarsi su lotte e cambiamenti, movimenti e agire di donne che si dicono femministe. Il cinema è uno dei mezzi più immediati per raccontare ciò che viviamo e ciò che ci sta a cuore, ci piace pertanto pensare che è anche attraverso lo sguardo cinematografico che i nostri pensieri possono prendere corpo.

 

pussyriotapunkprayer Il primo film, sarà proiettato l’11 luglio 2014 al Cinema Moderno, V.le Umberto a Sassari ore 21:15 , sarà Pussy Riot. A Punk Prayer, GB/RUS 2013. 90 Min. I registi Maxim Pozdorovkin e Mike Lerner ci raccontano il processo a cui sono sottoposte le Pussy Riot a causa della loro preghiera punk: “Madre di Dio diventa una femminista e liberaci da Putin”, parole sconvolgenti in una società patriarcale russa dove è forte l’abbraccio mortale fra stato e chiesa. Le Pussy Riot scelgono di rivolgersi non a dio, ma ad un’altra donna: la Vergine Maria, invitandola a diventare femminista. Parole e gesti imperdonabili per la chiesa e per Putin, le ragazze si scontreranno con una reazione bruta e persecutoria, nonostante il rischio del carcere, non rinnegheranno la loro lotta. Perché, come ha detto Marija Alëchina, una delle Pussy Riot, durante un dibattito con Judith Butler e Rosi Braidotti: “Il femminismo come certe libertà non si eredita, ogni generazione deve combattere la sua battaglia per ottenerle”

 

Femen_PosterArtwork-718x1024Femen. L’Ucraina non è in vendita, AUS/UCR 2013, 78 Min. sarà sullo schermo il 18 luglio 2014 alla Scuola Media 2, C.so Regina Margherita, Sassari, ore 21:15. Diretto da Kitty Green il documentario racconta la genesi e le lotte del gruppo femminista ucraino che ha suscitato molte riflessioni anche tra le studiose e le filosofe femministe. Le Femen scelgono come forma di lotta l’esposizione del proprio corpo inerme per denunciare quella sessualità maschile che sfrutta la prostituzione a discapito delle donne. Le storie delle femministe di Kiev si dipanano guidate dallo sguardo attento della regista, sguardo femminile appunto, che restituisce l’esperienza e il pensiero di queste donne in lotta, restituendo una realtà di un paese che fa ancora i conti con un patriarcato repressivo e imperante.

 

We-Are-the-BestInfine per l’ultimo appuntamento, il 25 luglio 2014 alla Scuola Media 2, C.so Regina Margherita, Sassari, ore 21:15, sarà con la storia di tre adolescenti, We are the best! SVE/DAN 2013, 102 Min., per la regia di Lucas Moodysson, è la graphic novel di Coco, moglie del regista, che ha ispirato la sceneggiatura del film. Gli interrogativi delle tre protagoniste, quel dolore quasi primitivo che si fa ordine solo nella relazione di amicizia con le proprie simili, è il primo orientamento conosciuto. Il desiderio di sentirsi unite nella musica è, in questo caso, il modo per darsi forza reciprocamente e sapersi unite.

Fioriture. Incontro con Letizia Paolozzi sul libro Prenditi cura

8 luglio 2014 by

fioriture

Immagine

View original post 549 altre parole

Fioriture. Incontro con Michela Pereira su Ildegarda di Bingen

8 luglio 2014 by

fioriture

Immagine

View original post 599 altre parole

per la rassegna Fioriture. Luisa Muraro e Clara Jourdan a Sassari per parlare del libro Le amiche di Dio. Margherita e le altre

8 luglio 2014 by

fioriture

Immagine

View original post 636 altre parole

Le fioriture sono anche in musica: Sister Good

8 luglio 2014 by

fioriture

Immagine

sabato 26 aprile, ore 21 presso il Teatro Ferroviario di Sassari

SISTER GOOD

da un’idea progetto di SILVIA PILIA, in collaborazione con Claudia Crabuzza Denise Fatma Gueye Ester Formosa, è un omaggio ad alcune delle figure che hanno caratterizzato lo scenario della musica del ‘900, artiste e protagoniste del loro tempo e della loro storia. Un repertorio raffinato attraverso le vite di Nina Simone, Billie Holiday, Amy Winehouse, Chavela Vargas e Lhasa de Sela. Arrangiamenti originali a cura di LABORINTUS: Angelo Vargiu e Gianpiero Carta ai fiati, Lorenzo Sabattini al contrabasso e basso elettrico, Simone Sassu al piano, Andrea Lubino alla batteria, Sabina Sanna e Antonio Pitzoi alle chitarre. Impreziosisce l’evento la delicatissima opera di Giusy Calia dedicata in esclusiva al progetto.

View original post 10 altre parole


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 4.217 follower