Archive for the ‘Cinema delle donne’ Category

collettiva_femminista presenta Chiara Sfregola autrice di “Camera single”

31 agosto 2016

Sassari – Palazzo Ducale, Piazza del Comune, 1. Venerdì 16  settembre 2016, ore 18:00

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Amore e amicizia, sesso e politica, religione e femminismo fanno di Camera Single un romanzo generazionale che affronta il tanto chiacchierato tema dell’omosessualità con la naturalezza e la spontaneità di chi la vive senza pregiudizi.

Camera Single nasce nel Settembre del 2014 come rubrica settimanale sul sito Lezpop.it. L’idea è di Chiara Sfregola, pugliese, classe 1987. Quella su Lezpop.it è, in puro stile Sex & The city, una “rubrica serie” cioè una raccolta di racconti sulla vita di un gruppo di amiche lesbiche. Camera Single- il romanzo vede Linda, una ventisettenne come tante, alle prese con la fine della relazione con quella che credeva essere la donna della sua vita, Margherita.
Per rimettersi in sesto, Linda mette in atto la “fisioterapia del cuore”: un mix di dubbi esistenziali, Gin tonic e donne sbagliate, sullo sfondo di una Roma che va dal Pigneto al Colosseo, dai panorami classici dei Fori Imperiali alle prospettive metropolitane della Tangenziale Est. Il vero amore di una ragazza moderna, però, lesbica o meno, sono le sue amiche, e accanto a Linda ci sono le “Lelle ignoranti”, la sua famiglia adottiva, ragazze vere alle prese a loro volta con i dilemmi dei trent’anni: fare un figlio con la propria compagna o fidanzarsi con una ventenne, uscire con cento ragazze o rimettersi con la stessa per la centesima volta. E se in “Girls” si prova a crescere un errore alla volta, le ragazze di “Camera single” cercano l’amore, una donna alla volta.
Questa rocambolesca ricerca di sé, unitamente alla narrazione scorrevole, divertente e soprattutto ironica, fa sì che Camera Single sia il primo romanzo italiano che affronta in chiave ironica la vita sentimentale di una ragazza che cerca l’amore nella sua stessa metà del cielo. Senza prendersi mai troppo sul serio.

Alla ricerca dell’amore. Una donna alla volta.

Primo principio della lesbodinamica: se una donna può essere impossibile, lo sarà.
Secondo principio della lesbodinamica: una lesbica non ha amiche, ha solo amanti latenti.

Chiara Sfregola è nata nel 1987 in provincia di Bari. Attualmente vive e lavora a Roma, dove si occupa di cinema e televisione. Dal 2015 lavora in Cattleya (“Gomorra”, “Romanzo criminale”) come editor per la televisione generalista (“Tutto può succedere”). Nel 2013, dopo aver scritto il soggetto di un film selezionato da Rai Cinema per lo sviluppo (“Oggi spose”) inizia a scrivere per il sito Lezpop.it la rubrica “Due camere e cucina” una serie di racconti sulla convivenza fra due ragazze. Nel settembre 2014 inizia a scrivere sempre su Lezpop la rubrica “Camera Single”, una serie di racconti sulla vita di un gruppo di amiche lesbiche che nel 2016 diventa un romanzo pubblicato da Leggereditore.

BOOKTRAILER:

Femministe al cinema: la mia avventura sono io!

10 luglio 2014

collettiva_femminista sassaricollettiva_femminista Sassari ha accolto l’invito di Giorgia Guarino e Sassari Cinema per presentare tre film al Sassari Estate 2014.
Si tratta di due documentari e un film di finzione che raccontano storie ed esperienze differenti e invitano ad interrogarsi su lotte e cambiamenti, movimenti e agire di donne che si dicono femministe. Il cinema è uno dei mezzi più immediati per raccontare ciò che viviamo e ciò che ci sta a cuore, ci piace pertanto pensare che è anche attraverso lo sguardo cinematografico che i nostri pensieri possono prendere corpo.

 

pussyriotapunkprayer Il primo film, sarà proiettato l’11 luglio 2014 al Cinema Moderno, V.le Umberto a Sassari ore 21:15 , sarà Pussy Riot. A Punk Prayer, GB/RUS 2013. 90 Min. I registi Maxim Pozdorovkin e Mike Lerner ci raccontano il processo a cui sono sottoposte le Pussy Riot a causa della loro preghiera punk: “Madre di Dio diventa una femminista e liberaci da Putin”, parole sconvolgenti in una società patriarcale russa dove è forte l’abbraccio mortale fra stato e chiesa. Le Pussy Riot scelgono di rivolgersi non a dio, ma ad un’altra donna: la Vergine Maria, invitandola a diventare femminista. Parole e gesti imperdonabili per la chiesa e per Putin, le ragazze si scontreranno con una reazione bruta e persecutoria, nonostante il rischio del carcere, non rinnegheranno la loro lotta. Perché, come ha detto Marija Alëchina, una delle Pussy Riot, durante un dibattito con Judith Butler e Rosi Braidotti: “Il femminismo come certe libertà non si eredita, ogni generazione deve combattere la sua battaglia per ottenerle”

 

Femen_PosterArtwork-718x1024Femen. L’Ucraina non è in vendita, AUS/UCR 2013, 78 Min. sarà sullo schermo il 18 luglio 2014 alla Scuola Media 2, C.so Regina Margherita, Sassari, ore 21:15. Diretto da Kitty Green il documentario racconta la genesi e le lotte del gruppo femminista ucraino che ha suscitato molte riflessioni anche tra le studiose e le filosofe femministe. Le Femen scelgono come forma di lotta l’esposizione del proprio corpo inerme per denunciare quella sessualità maschile che sfrutta la prostituzione a discapito delle donne. Le storie delle femministe di Kiev si dipanano guidate dallo sguardo attento della regista, sguardo femminile appunto, che restituisce l’esperienza e il pensiero di queste donne in lotta, restituendo una realtà di un paese che fa ancora i conti con un patriarcato repressivo e imperante.

 

We-Are-the-BestInfine per l’ultimo appuntamento, il 25 luglio 2014 alla Scuola Media 2, C.so Regina Margherita, Sassari, ore 21:15, sarà con la storia di tre adolescenti, We are the best! SVE/DAN 2013, 102 Min., per la regia di Lucas Moodysson, è la graphic novel di Coco, moglie del regista, che ha ispirato la sceneggiatura del film. Gli interrogativi delle tre protagoniste, quel dolore quasi primitivo che si fa ordine solo nella relazione di amicizia con le proprie simili, è il primo orientamento conosciuto. Il desiderio di sentirsi unite nella musica è, in questo caso, il modo per darsi forza reciprocamente e sapersi unite.

A Sassari: cinema e pratica femminista

15 ottobre 2012

collettiva_femminista sassari invita a partecipare all’evento Una cinepresa tutta per sé. Esperienze di cinema delle donne in Italia. Sosteniamo questa iniziativa, promuovendo e curando la serata di proiezioni di cortometraggi (18 0ttobre h.21:30 al Vecchio Mulino), poiché crediamo che attività come questa siano vicine e sorelle rispetto alla pratica del femminismo. Già Carla Lonzi, pur individuando nell’accademia e in generale nella cultura il luogo della negazione delle donne, indicava nelle ricerche sulle donne del passato, sulle loro esistenze e sul loro “fare invisibile” una strada da percorrere e portare avanti. E ci viene in mente ancora Lonzi e i suoi progetti cinematografici – che purtroppo non ha mai potuto realizzare – legati in particolare al cinema di famiglia. Difatti quando il suo compagno Pietro Consagra le regala una cinepresa super8 Carla appunta nel Diario il suo desiderio di filmare i gesti invisibili – perché non veduti o screditati – delle donne:

Riguardo al mio progetto di filmare i gesti delle donne, vorrei filmare quelli che non diventano un prodotto, ma solo un accudire. Gesti nell’aria come quelli degli equilibristi, gesti fatti di aria. Su questi gesti senza seguito è costruita la nostra vita. Un uomo può dire “Ma insomma, cosa hai fatto per me? lo ti ho mantenuta e tu in casa a non fare niente, oppure quei lavoretti che tutte le donne fanno senza tante storie”. Gli unici atti della propria vita che non lasciano amarezza per quanto duri possano essere stati sono quelli voluti da se stessi e compiuti per se stessi. Tutti gli altri nascondono un inganno e col tempo trasudano frustrazione. Gli atti di cui mi assumo tutte le responsabilità sono prima quelli di critica d’arte e poi, in misura totale, quelli di femminista.

(Taci, anzi parla. Diario di una femminista, Scritti di Rivolta femminile, Milano, 1978, p.767)

Cinema e pratica femminista si intrecciano dunque nel Diario di Lonzi, pur in un’area marginale ed eccentrica rispetto al cuore pulsante dello scritto, così come sembrano intrecciarsi nel gruppo di ricerca dedicato alle esperienze del cinema delle donne. Per questo e per altri motivi, a partire dalla relazione personale e politica che ci lega alle studiose che hanno realizzato Una cinepresa tutta per sé, collettiva femminista ha scelto di sostenere e condividere questo progetto.

Programma e descrizione degli eventi 

mercoledì 17 ottobre, ore 15:

La prima giornata sarà dedicata alle “Pioniere del cinema”, con la proiezione del film, recentemente ritrovato e restaurato dalla Cineteca Nazionale, Umanità (1919) di Elvira Giallanella.

Ne parleranno, coordinate da Veronica Pravadelli (Università di Roma III): Micaela Veronesi (storica del cinema, Torino), Antonella Camarda (Università di Sassari), Michela De Giorgio (storica, Sassari), Giuseppina Fois (Università di Sassari), Chiara Tognolotti (Università di Firenze).

 

giovedì 18 ottobre, ore 10 / sessione pomeridiana 15:

La seconda giornata vedrà protagoniste due giovani registe italiane, Chiara Cremaschi e Chiara Malta. Le due sessioni di lavoro saranno dedicate una alle “Trame audiovisive”, indagando storie di donne che si intrecciano sugli schermi a partire dalle pagine di diari e scritti personali; e l’altra al “Film di famiglia”, riflettendo sia sulla sua forma originaria, sia sul riuso che alcune registe ne fanno nei loro lavori.

I film proiettati, dai quali scaturiranno le discussioni e le riflessioni, saranno nella sessione mattutina Indesiderabili (2010) di Chiara Cremaschi; e in quella pomeridiana J’attende une femme (2010) di Chiara Malta.

Il primo è un documentario che ripercorre, attraverso il diario di Teresa Noce, Rivoluzionaria Professionale (1974), l’esperienza vissuta da un gruppo di donne nel campo di lavoro di Rieucros, nel sud della Francia, durante la seconda guerra mondiale; il secondo è un film realizzato con brani tratti da pellicole di famiglia e tecniche di animazione, che compone una sorta di lettera audiovisiva scritta dalla madre alla figlia che sta per nascere.

Sui film, e sulle tematiche indagate, discuteranno nella prima sessione, coordinate da Sandra Lischi (Università di Pisa): Chiara Cremaschi (regista, Parigi), Mariagrazia Fanchi (Università Cattolica di Milano), Lucia Cardone (Università di Sassari), Deborah Toschi (Università di Pavia) e nella seconda sessione, coordinate da Mariagrazia Fanchi (Università Cattolica): Chiara Malta (regista, Parigi), Sara Filippelli (Università di Sassari), Karianne Fiorini (Associazione Home Movies, Bologna), Alice Cati (Università Cattolica di Milano), Sabina Silenu (archivista, Nuoro).

Le giornate si completano con un programma serale presso i locali del circolo Arci Il Vecchio Mulino (via Frigaglia 5), dove il 17 ottobre alle ore 21,30 sarà presentato il volume a cura di Lucia Cardone e Sara Filippelli ,Cinema e scritture femminili. Letterate italiane fra la pagina e lo schermo (Jacobelli, 2011). Le curatrici ne parleranno con Silvia Neonato (presidente della Società Italiana delle Letterate).

Sempre al Vecchio Mulino, il 18 ottobre alle ore 21,30 saranno di nuovo protagoniste le due registe, Cremaschi e Malta, con una selezione dei loro cortometraggi. Questa serata è a cura dell’associazione collettiva_femminista Sassari.