Posts Tagged ‘Sassari’

collettiva_femminista Sassari presenta: Memorie del movimento delle donne degli anni ’70. Contributi per una storia del femminismo in Sardegna

14 febbraio 2014

collettiva_femminista sassaricollettiva femminista Sassari ha il grande piacere di presentare il libro delle compagne del Centro di documentazione e studi delle donne di Cagliari.

Le compagne cagliaritane sono un esempio mirabile di come la politica ed i saperi femminili abbiano portato alla nascita di un centro che da più di trent’anni è un faro per il femminismo sardo e italiano. Il Centro sempre attivo a Cagliari promuove gli incontri dei Gruppi di Filosofia, di Gruppi sul Lavoro e di Cinema, nonché una biblioteca con tutte le riviste, i libri ed i film che hanno accompagnato il femminismo italiano dagli anni ’70 ad oggi. collettiva_femminista condivide con le femministe cagliaritane un proficuo e felice rapporto politico sui temi cari alle donne.

Il libro

La cooperativa La Tarantola, fondatrice a Cagliari nel 1978 del Centro di documentazione e studi delle donne di Cagliari e della libreria delle donne, ha ricostruito nel volume pubblicato da CUEC le tappe più importanti della storia del femminismo nell’isola con un meticoloso lavoro di archivio e di tessitura delle relazioni ancora vive tra le protagoniste del movimento delle donne in Sardegna.

Attraverso una serie di interviste, questionari, testimonianze e volantini dell’epoca si è cercato di recuperare la memoria delle donne che si sono impegnate nella pratica politica del femminismo e che, a distanza di diversi decenni, si sono rese disponibili a condividere ricordi testimonianze e posizioni politiche di quella straordinaria esperienza.

Il volume ripercorre gli anni dal 1974 con il referendum sul divorzio fino alle vacanze internazionali a Carloforte, passando per l’esperienza dell’Umanitaria e degli incontri locali di Santu Lussurgiu e Santa Maria Navarrese, insieme a quelli nazionali di Pinarella e Paestum, senza tralasciare i testi di riferimento dei collettivi, le riviste e i documenti.

Un saggio indispensabile per chi si voglia avvicinare ai saperi delle donne e alla storia del femminismo in Sardegna e un’occasione imperdibile per sentire dal vivo alcune delle voci che hanno animato quel periodo.

Immagine

Annunci

Solidarietà al Movimento Omosessuale Sardo e a Barbara Tetti

31 gennaio 2014

collettiva_femminista sassaricollettiva_femminista Sassari esprime piena solidarietà al Movimento Omosessuale Sardo e in particolare a Barbara Tetti, presidente e legale rappresentante del Mos, che si trova a dover rispondere a una querela per diffamazione a mezzo stampa presentata dalla direttrice della Clinica di Malattie Infettive dell’Università di Sassari Maristella Mura.

A ben vedere il Mos ha segnalato la situazione di estremo degrado in cui versa la clinica di Malattie infettive dell’Ospedale di Sassari, rivolgendosi ai NAS e alle autorità competenti ed esercitando dunque un diritto/dovere di cittadinanza attiva. Riteniamo inaccettabile e per certi versi intimidatoria la reazione della direttrice di Malattie Infettive giacché risponde non sui fatti contestati, ma alla contestazione stessa, tentando di sottrarsi al giudizio e alla presa di parola pubblica che spetta alle cittadine e ai cittadini.

Nel rinnovare la nostra solidarietà e vicinanza alla presidente Tetti, chiediamo alla direttrice Mura di ritirare la querela e di rispondere nel merito circa le rimostranze della cittadinanza.

Se dire è fare. Riflessioni e pratiche politiche sulla violenza degli uomini contro le donne

17 novembre 2012

ImageIn occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” si terrà l’incontro Se dire è fare. Riflessioni e pratiche politiche sulla violenza degli uomini contro le donne presso il Vecchio Mulino (via Frigaglia 5, Sassari), venerdì 23 novembre 2012 dalle ore 19 (ore 21.30 buffet con consumazione a 10 euro, si consiglia la prenotazione).

L’incontro nasce dalla volontà di riprendere un percorso politico di sensibilizzazione sui temi riguardanti la violenza degli uomini sulle donne che dal 2007 ha visto la “Rete delle donne” impegnata con numerose iniziative (basti ricordare la proiezione di Processo per stupro e le manifestazioni legate alla Staffetta Nazionale promossa dall’UDI).

L’invito di collettiva_femminista e di noiDonne 2005 è stato accolto da Franca Puggioni e da Federico Zappino e si partirà dalla cronaca dell’omicidio di Orsola Serra fino a mettere a tema la necessità di un pensiero maschile in merito alla violenza. Interverranno poi le Associazioni le quali porteranno le proprie proposte per giungere a una calendarizzazione annuale di iniziative: Amnesty-Sassari, ARCI Sassari, Associazione Acos, Donne in Carrelas, Emergency-Sassari, MOS, Snoq Sassari, Yakar, Associazione Luigi Polano.

La programmazione annuale consentirà di tenere alta la soglia di attenzione nei confronti della violenza degli uomini contro le donne, nello specifico del femminicidio, questione che non può essere relegata a una giornata di commemorazione o di conta delle vittime. Piuttosto può e deve diventare centrale nell’agenda politica delle amministrazioni e nel sentire della città, tramite il sostegno e l’impegno di ogni Associazione che pur nella propria specificità potrà incrementare un progetto condiviso. L’incontro è aperto a quanti, Associazioni e singoli, vogliano contribuire per proporre o sostenere le iniziative.

Sassari, 16 novembre 2012

collettiva_femminista e noiDonne 2005

Per prenotazioni Il Vecchio Mulino, via Frigaglia 5 – Sassari tel. 0794920324

Promemoria di struttura della serata
Se dire è fare. Riflessioni e pratiche politiche sulla violenza degli uomini contro le donne

h. 19-19.25 Brevi interventi in relazione (autogestiti) di Franca Puggioni e di Federico Zappino

h. 19.30-20.30 (60 min. complessivi – interventi di 6 min. ciascuno) Coordinamento di Giuliana Ortu e interventi delle Associazioni: Amnesty-Sassari, ARCI Sassari, Associazione Acos, collettiva_femminista, Donne in Carrelas, Emergency-Sassari, MOS, noiDonne 2005, Snoq Sassari, Yakar.

h. 20.35 interventi del pubblico e dibattito

h. 21.30 cena a buffet

Locandina dell’evento:

di Antonietta Mazzette: Perché la Giunta provinciale di Sassari è senza donne, a parte la presidente? Ma la stessa domanda, con maggiore enfasi, andrebbe posta ai governi locali di Nuoro. Proviamo a dare delle risposte.

19 luglio 2010

1. Ai partiti del centro sinistra non importa un bel nulla della rappresentanza femminile. Nella distribuzione degli incarichi ad ogni partito della coalizione è spettata una certa quota e, guarda caso, a nessuno di questi è venuto in testa di indicare una donna. Ma in tal caso la Presidente, almeno per ragioni biologiche se non culturali, non avrebbe dovuto mostrare una certa sensibilità e correggere il tiro delle scelte dei partiti?
2. Il problema è tutto interno al Pd. Nel momento in cui il partito di maggioranza agisce in modo neotribale – leggo che a Sassari (ma anche a Nuoro) ogni assessore è in quota di qualcuno: Spissu, Dettori, Area democratica (assai pochi per la verità), Presidente, Sindaco (ricordo che al Comune è un uomo ad avere la delega per le pari opportunità), e così via -, è abbastanza evidente che, quando ci sono guerre per bande, le prime vittime sono le donne. Accade nella società e, a maggior ragione per l’assenza di intermediazioni, accade nella politica.
3. La scelta degli assessori è avvenuta seguendo criteri di competenza e, perciò, le donne sono automaticamente escluse perché notoriamente poco abituate a fare politica. Sulla competenza dei neo-assessori resto in stand-by. Vediamoli all’opera. Sugli eventuali titoli inesistenti delle donne, mi limito a ricordare che dal Rapporto Donne 2000 in poi la situazione italiana, in termini di accesso femminile all’istruzione e rendimento negli studi, di conseguimenti di laurea e titoli post-laurea, è la chiara e costante dimostrazione che le donne sono più istruite e più motivate rispetto ai maschi. Direi anche che, se l’accesso alla politica venisse garantito con indicatori di competenza e qualità chiari e trasparenti, sarebbero ben pochi gli uomini che riuscirebbero a superare un qualunque test, se non quello lobbistico.
Qualunque sia la ragione che ha portato a questa esclusione, registro una povertà di fondo della politica che non può non allarmare. La presenza femminile è ormai ben visibile e diffusa nei diversi campi delle professionalità presenti nel territorio, in quelli del pubblico impiego, dell’innovazione tecnologica, dell’intrattenimento e del consumo. È sufficiente fare una ricognizione dei quattro settori chiave – culturale (da quelli istituzionali e dell’istruzione fino all’organizzazione di mostre e di eventi), commerciale (dai negozi di tipo tradizionale a quelli specializzati e innovativi), produttiva (dalle attività che appartengono alla cultura regionale a quelle etniche di altra provenienza) e della community welfare (istituzionale, assistenziale e della sanità) -, per avere un’idea chiara di quanto l’economia della Sardegna sia in buona misura un’economia al femminile.
A ciò si aggiunge che le donne sono nel contempo erogatrici ed utenti dei servizi offerti, e non è un caso che in alcune città italiane si sia riservata loro un’attenzione particolare, in termini di organizzazione urbana. Ad esempio, alcune amministrazioni hanno applicato forme di destinazione d’uso di genere: si pensi alle “quote rosa” dei parcheggi, presenti ormai in molti centri, e alle politiche dei tempi. Ovvero, si è innescato un processo virtuoso tra conoscenza di genere e politiche di pari opportunità, anche se ancora in Italia troppo poco diffuso. Ma questo processo è stato reso possibile solo grazie alla presenza di donne dentro il governo locale, cosa che invece non accade mai in loro assenza.
Concludo con una frase di un celebre sociologo degli inizi del ‘900, Georg Simmel: «le donne hanno non solo la possibilità di vedere cose diverse dagli uomini, ma sanno anche vedere le stesse cose in maniera diversa». Pensando alla Presidente della Provincia di Sassari, ciò può avvenire solo a condizione che ci sia anzitutto da parte delle donne la disponibilità a guardare con occhi nuovi, perché solo così questo modo di guardare può contaminare anche l’altro genere. Se ciò non dovesse accadere, è la politica a diventare “altro” rispetto al mondo reale. In tal caso, per favore, che i politici non si lamentino della crescita dell’astensionismo, perché ne sono la causa primaria.

Pubblicato su La Nuova Sardegna il 12 luglio 2010

Ciclo “Le imperdibili”: Virginia Woolf a Sassari con Liliana Rampello

3 maggio 2010

Comitato Pari Opportunità Università di Sassari e collettiva_femminista Sassari
con il contribito della Commissione Pari Opportunità Provincia di Sassari
con il patrocinio del Comune di Sassari

con la collaborazione della Libreria Messaggerie Sarde
presentano

Le imperdibili

VIRGINIA WOOLF

con Liliana Rampello

intervento teatrale: Emma Gobbato e Nadia Scanu

mercoledì 12 maggio ore 21 Cinema Quattro Colonne, Corso Vittorio Emanuele Sassari

Le imperdibili: VIRGINIA WOOLF

Le imperdibili sono donne dotate di un pensiero capace di trasformare il disordine del quotidiano in un miracolo di relazioni sensate. Tale è la loro intelligenza del mondo, e così luminosa la loro presenza nel mondo, cheincontrarle o meno nel corso della vita fa la differenza. Favorire la loro conoscenza, e convertire la loro ricchezza in un bene comune, disponibile a uomini e donne, è l’obiettivo di questa serie di incontri.

Virginia Woolf, la prima che si incontra sul percorso, oltre ad essere un nome fra i grandissimi della letteratura europea del Novecento (assieme Proust, Kafka, Joyce, Musil, Svevo), è forse in assoluto la scrittrice più amata dalle donne, quella verso la quale si nutre un affetto speciale e un debito di riconoscenza pressoché inestinguibile. Moltissime infatti sono cresciute e si sono formate attraverso e grazie ai suoi libri, leggere ciascuno dei quali, è stato detto, è “come ricevere una lettera da lei indirizzata espressamente a te”. È lei, con le sue opere e la sua vita, la sua intelligenza e il suo fascino ad aver fatto fare a tante il salto contemporaneamente verso la scrittura femminile, verso il femminismo, e verso una letteratura che si prende cura del mondo e che è dunque, per ciò stesso, politica, pur non rinunciando ad assumersi – e con quale magnificenza – tutti gli obblighi dell’opera d’arte.

Liliana Rampello, che la presenta, è saggista e critica letteraria riconosciuta fra le più brillanti e intense lettrici della scena contemporanea. La sua monografia Il canto del mondo reale. Virginia Woolf, la vita nella scrittura, Il Saggiatore, 2005, ha comportato una vera e propria svolta nell’interpretazione dell’opera e della vita della scrittrice. Che, proprio a partire dal suo discusso suicidio, è stata compresa fino in fondo nella sua immensa capacità di godere della vita.

IL PROGETTO

Il progetto de “Le imperdibili” parte dal constatare che la vita di molte donne ha trovato equilibrio e orientamento grazie ad alcune letture capitali, e che in quelle stesse letture le donne che se ne sono valse hanno individuato una ricchezza spendibile per tutti, donne e uomini, assieme a una serie di indicazioni irrinunciabili per chiunque cerchi un modo sensato e sensibile di stare al mondo.

Oltre al desiderio di diffondere questa ricchezza, anima il progetto anche l’impazienza che ormai molte donne avvertono nel riscontrare di non avere riferimenti condivisi con il resto del mondo: poiché, mentre le donne che leggono i testi delle donne leggono con curiosità anche i testi degli uomini, il viceversa si dà solo raramente, stante l’autosufficienza e l’universalità che gli uomini si ostinano ad attribuire alla loro cultura.

Ben più che non all’ingiustizia e all’insensatezza di questa asimmetria, l’attenzione è rivolta ai suoi rovinosi effetti, poiché perdersi le “imperdibili” non è senza conseguenze nella vita delle persone. Alle quali si offre dunque l’occasione di incontrare queste grandi scrittrici, di riconoscerle come tali, e di toccare con mano il fatto che il loro pensiero è capace di cambiare infinitamente in meglio le nostre vite.
12 maggio, ore 21.00, Teatro Quattro Colonne: Virginia Woolf presentata da Liliana Rampello
18 maggio, ore 21.00: Teatro Civico: Simone De Beauvoir presentata da Federica Giardini
10 giugno, ore 21.00, Teatro Civico: Carla Lonzi presentata da Annarosa Buttarelli

LA LIBERTÀ DELLE DONNE. A SASSARI UN TRI-CICLO DI INCONTRI TRA TEATRO, DOCUMENTARIO E RIVISTE

12 marzo 2010

Articolo dedicato all’iniziativa sassarese, pubblicato su Leggendaria, n. 69 del 2008

LA LIBERTÀ DELLE DONNE.
A SASSARI UN TRI-CICLO DI INCONTRI TRA TEATRO, DOCUMENTARIO E RIVISTE

di Ivana Pintadu

Durante i tempi bui, che non sono per niente passati, in cui si proponeva la moratoria sull’aborto, qui a Sassari discutevamo, all’interno del MOS Donna*, l’organizzazione di un’iniziativa per contestare la criminalizzazione della donna orchestrata da Giuliano Ferrara e dagli altri teo-integralisti suoi pari. Era marzo, c’era la giornata della donna che nessuna di noi voleva festeggiare, la rabbia ci montava ed invece che rimanere protette nella nostra associazione, abbiamo deciso di riunirci tutte e fare qualcosa che fosse di rottura. Dopo la prima riunione si sono unite altre associazioni e anche tre docenti dell’Università di Sassari, Lucia Cardone, Monica Farnetti e Laura Fortini. Siamo uscite così con un comunicato stampa, dove scrivevamo, tra le altre cose, che “nessun appello ad un diritto universale a favore di ipotetici nascituri può permettersi di andare a contrastare con il diritto di autodeterminazione delle donne e la loro libertà di scelta”. Il nostro intento però non voleva essere di segno negativo, né volevamo rimanere all’ombra della ingombrante figura di Giuliano Ferrara; così abbiamo scelto di porci in maniera positiva, imprimendo alle nostre azioni un segno in qualche modo gioioso. Da qui l’idea dei Monologhi della vagina e gli altri due eventi dai quali è nato il nome “Tri-ciclo”.
Direi che l’inizio è stato col botto, perché il 10 marzo nell’aula magna centrale dell’Ateneo turritano, dai severi scranni rettorali, sono risuonate le parole dirompenti dei Monologhi della vagina di Eve Ensler, recitati da Elisabetta Dettori e Emma Gobbato della Compagnia Teatro d’Inverno di Alghero. La partecipazione del pubblico è stata sorprendente, forse solo in quel momento abbiamo capito quanto questa città, come altre, necessiti di sentire la voce delle donne. Dopo il primo incontro, il 2 aprile abbiamo avuto la proiezione di Le italiane e il voto. Una cittadinanza imperfetta curato da Gabriella Bonacchi, con la regia di Barbara Galandi. Con la curatrice ne hanno discusso Lucia Cardone, Michela de Giorgio, Fiamma Lussana e Giulia Pissarello. Il video era a tratti toccante, soprattutto quando apparivano le donne della Costituente, mentre il ritratto degli anni ’70 e dei movimenti femministi rimaneva relegato sullo sfondo, suscitando il desiderio di ulteriori riflessioni. Difatti, benché io sia nata nel 1972, guardo con interesse e gratitudine a quel movimento – che ha portato in Italia l’introduzione della legge sul divorzio nel 1970, la modifica del diritto di famiglia nel 1975, la legge sulle pari opportunità nel 1977 e la legge che regola l’aborto nel 1978 – e di quelle donne vorrei ancora sapere.
A concludere il Tri-ciclo, che a dirlo con le parole di Monica Farnetti “è diventato un torpedone” , il 6 maggio abbiamo avuto al mattino la presentazione di Il romanzo del divenire. Un Bildungsroman delle donne? e nel pomeriggio una discussione dedicata alle riviste Leggendaria e DWF. Alle ospiti Paola Bono e Anna Maria Crispino si sono affiancati, nel corso della giornata, i professori Morace e Serpillo, e quindi, nella doppia veste di padrone di casa e di autrici, Laura Fortini e Monica Farnetti.
È stato formativo e interessante ascoltare come i relatori uomini si siano posti rispetto alla scrittura delle donne, con affermazioni come “oltre un certo limite un uomo non può/sa leggere le donne”. È chiaro che abbiamo dei linguaggi differenti, eppure, come ha giustamente sottolineato Monica Farnetti: “noi donne leggiamo Dante ed abbiamo studiato e amato libri scritti da uomini, nonostante non siano la nostra storia…”.
Nel pomeriggio abbiamo parlato delle riviste delle donne, chi c’era ha voluto acquistarne delle copie, ha fatto l’abbonamento o ha voluto conoscere le modalità per abbonarsi. Ma nuovamente, si era in poche e mi domando perché. È stato qualcosa di nuovo nel panorama sassarese: occorre dirlo. E proprio per questo, dobbiamo e vogliamo proseguire il percorso politico e culturale cominciato con tanto entusiasmo e passione, e continuare a lavorare con le donne che scrivono e pensano alle donne. Soprattutto quando ci troviamo di fronte una città come questa, dove le stesse donne stentano a percepire la voce femminile, a farla propria, a sentire che nel “romanzo del divenire” si parla di vita “nostra”, e che soltanto comprendendo il nostro passato, anche attraverso la scrittura delle donne venute prima, potremmo raggiungere quella libertà che dà il titolo al nostro progetto. Noi che l’abbiamo inventato e organizzato, che fortemente vogliamo perseguire questa ri-scrittura/ri-lettura della nostra storia, dobbiamo ammettere che esiste un problema di accoglienza di questo tipo di iniziative da parte della città.
Forse le donne pensano che sentire parlare di sé/donna sia autoreferenziale e quindi privo di valore. Mi sbaglierò, ma ho l’impressione che se l’iniziativa l’avessero fatta gli amici e compagni uomini, sarebbe stato un evento e sarebbero riusciti a parlarne e parlarsi per mesi. C’è ancora un grande lavoro da fare, dunque, e dovremo inventare altri Tri-cicli ed altre modalità per costruire una fitta ed efficace rete di donne.

* La sezione femminile del Movimento Omosessuale Sardo