Che cosa vogliono le donne dalla politica?

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Questo 8 marzo 2011 arriva con nuova energia, potenziato dalla visibilità mediatica delle recenti mobilitazioni. collettiva_femminista Sassari non condivide le modalità e le «parole d’ordine» di alcune manifestazioni: noi non vediamo lesa la nostra dignità a causa del «Sex gate»; e anzi, pensiamo che ad indignarsi dovrebbero essere soprattutto gli uomini, dal momento che è l’immagine maschile a venire più oltraggiata: ma «mentre noi ci preoccupiamo della dignità femminile, nessun uomo ha sentito il bisogno di difendere quella del genere maschile», come ha scritto Anna Bravo.

Certi appelli suonano come un richiamo alle donne «per-bene», sollecitate come massa e numero, per salvare il Paese dalla catastrofe rappresentato dalle donne «per-male». Appelli che di fatto non hanno tenuto conto della politica delle donne, di quanto oggi come sempre le donne siano impegnate per costruire un mondo diverso, che risponda ai nostri bisogni e desideri; appelli pronunciati da chi – e la storia lo testimonia – non ascolta le donne che da anni scrivono / pensano / parlano; sono sordi e indifferenti e parlano del fantomatico «silenzio delle donne»; appelli provenienti dalla politica “maschile”, che da sempre esclude le donne, e chiama quella esclusione «assenza delle donne».

Anche il linguaggio è fuorviante, perché, sull’onda del malcontento generale e senza adeguata riflessione, il desiderio politico delle donne si riduce a mero strumento di consenso. Diventa un cortocircuito che passa dalla pancia per arrivare alla piazza, rischiando di restare protesta sterile senza un prosieguo; il pericolo è quello di trovare un nemico occasionale a tutti i costi, un nemico che produce certo la partecipazione di molte donne desiderose di dire la propria, pur rischiando di vanificare quella trasmissione di saperi e di pratiche femminili così preziosa per l’intero corpo sociale.

La cosa peggiore che possa ingenerarsi dal disordine simbolico di questi mesi è l’adesione ad un pensiero unico che ci rende vittime e carnefici del nostro stesso destino: nella foga di un dissenso potente ma impreciso, questi appelli hanno finito per creare una divisione fra le donne, ostracizzando le donne «per-male».

Eppure, nonostante tutto questo, moltissime donne hanno affollato le piazze del Paese, dimostrando una forte passione politica, nel senso più alto e migliore del termine.

La nostra posizione non è mai stata (e non è nemmeno ora) una prassi di separazione, ma uno sguardo differente teso al confronto e alla riflessione, ben consce come siamo di essere immerse nel mondo.

Siamo vicine alle donne scese in piazza il 13 febbraio e sentiamo che il loro desiderio di politica ci interroga e ci chiama in causa: vorremmo che ci persuadessimo, tutte insieme, che il mondo è nostro e che possiamo cambiarlo.

 

collettiva_femminista,

Sassari, 8 marzo 2011

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4 Risposte to “Che cosa vogliono le donne dalla politica?”

  1. Lucia Says:

    Grazie a Giusy Calia per la bellissima foto

  2. Lucia Says:

    Grazie alla nostra Giusy Calia per la bellissima foto

  3. soretta Says:

    Grazie davvero!

  4. Charles Gauche Says:

    Devo dire che trovo interessante che ci si accorga di come sia difficile per una donna trovare un lavoro, oppure iniziare a lavorare in proprio, oppure fare qualsiasi cosa. Sarà l’ora di finire d’essere succubi, o no?

    “vorremmo che ci persuadessimo, tutte insieme, che il mondo è nostro e che possiamo cambiarlo”
    Supporto.

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