Una suora prossimo papa. Trad. A Nope for Pope, di Maureen Dowd, NYT:

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Sì, abbiamo bisogno di un Nope. (c’è un gioco di parole Nun=Suora e Pope=Papa, ma nope significa anche “no”)

Maureen Dowd, editorialista del New York Time

Maureen Dowd, editorialista del New York Times

Una suora che diventi papa.

La Chiesa Cattolica non potrà mai guarire fintanto che il suo Santo Pastore è visto come una pecora nera nello scandalo sessuale che diventa di giorno in giorno più oscuro.

Ora veniamo a conoscenza della rivoltante notizia che il Cardinale Joseph Ratzinger, soprannominato “Rottweiler di Dio” quando era Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ha ignorato i ripetuti avvertimenti e distolse lo sguardo nel caso del Rev. C. Lawrence Murphy, un sacerdote del Wisconsin che ha molestato ben 200 ragazzi sordi.

La chiesa riguardo questo scandalo è stata sorda e muta per così tanto tempo che è scioccante, ma non sorprendente, venire a sapere da Laurie Goodstein del New York Times, che un gruppo di ex studenti sordi ha passato 30 anni nel tentativo di farsi ascoltare dai capi della chiesa.

“Le vittime raccontano di Padre Murphy che tira giù i pantaloni e li tocca nel suo ufficio, nella sua macchina, nella casa di campagna di sua madre, durante le escursioni di classe e nei viaggi per la raccolta fondi e nei letti dei loro dormitori la notte”, ha scritto Goodstein. “Arthur Budzinski ha detto di essere stato molestato la prima volta quando è andato da Padre Murphy per la confessione, quando aveva circa 12 anni, nel 1960.”

Fu solo quando la santità del confessionale fu violato che un arcivescovo del Wisconsin (che più tardi ha dovuto rassegnare le dimissioni quando si scoprì  che aveva usato i soldi della chiesa per pagare il silenzio di un amante maschio) ha scritto al cardinale Ratzinger in Vaticano per chiedere che Padre Murphy venisse spretato.

Il cardinale non rispose. L’arcivescovo allora scrisse ad un altro funzionario del Vaticano, ma Padre Murphy si appellò al Cardinale Ratzinger per ottenere clemenza e la ottenne, in parte a causa dello statuto della chiesa e alle sue limitazioni. Da quando il peccato ha uno statuto di limitazioni?

Il Papa è immischiato fino in fondo. Egli stesso si è rivelato tutt’altro che infallibile. E ora sostiene di essere stato disinformato sulla questione di un famigerato prete pedofilo tedesco. Un portavoce della arcidiocesi di Monaco di Baviera venerdì scorso ha detto che Ratzinger, che reggeva la diocesi tre decenni fa, non avrebbe letto la nota inviatagli su Padre Peter Hullermann per cui il prelato è stato rimandato a lavorare con i bambini, perché all’arcivescovo arrivano tra le 700 e le 1.000 note ogni anno.

Vediamo. Ecco due o tre note al giorno. E Ratzinger era famoso in Vaticano per essere uno immerso in voluminosi, e reconditi trattati teologici.

Perché non ha sconsacrato il pericoloso Padre Murphy, è giunta l’ora di dire come stanno le cose.

Papa Benedetto XVI ha mantenuto il divieto della Chiesa al sacerdozio femminile ed è inflessibile contro i sacerdoti che volessero prendere moglie. Ha iniziato due indagini sulle suore americane per verificare la loro “qualità della vita” –  codice per vedere se erano diventate troppo indipendenti. Da cardinale ha scritto un documento Vaticano che esorta le donne a essere partner sottomesse e a non assumere ruoli di contraddittorio nei confronti degli uomini.

Ma la cultura del tutto paternalistica e autoritaria de Il Papa ha portato ad un insulare sistema di esclusione che non è riuscito a far polizia su se stesso, e che è divenuto un corrosivo rifugio di segreti e di vergogna.

Se la chiesa potesse spalancare le sue vetrate e lasciare entrare in po’ d’aria, invitare le donne a essere sacerdoti, le suore ad essere più emancipate e sacerdoti a sposarsi, se potesse scacciare i preti criminali e far finire quella sordida cultura di uomini che proteggono gli uomini che attaccano i bambini, forse potrebbe sopravvivere. Potrebbe essere un segnale incoraggiante commovente e significativo, di umiltà e pentimento, una resa dell’arroganza.

Il Cardinale Ratzinger ha dedicato la sua carriera Vaticana a sradicare ogni traccia di ciò che ha considerato devianza. Il problema è che lui era ossessionato dall’idea di far rispettare l’ortodossia dottrinale e in qualche modo ha perso di vista un pericolo ben più grave per i membri più vulnerabili del suo gregge.

L’ossessionato-dal-peccato “rottweiler” era così assillato dai costumi sessuali – emanando istruzioni costanti sulla castità, la contraccezione, l’aborto – che lui non ha avuto tempo per frenare gli abusi sessuali da parte di sacerdoti che dovevano pregare con, non pregare sopra, le loro giovani vittime.

I vescovi americani sono diventati militanti politici negli ultimi anni, si oppongono al disegno di legge per l’assistenza sanitaria perché il suo linguaggio contro l’aborto non è abbastanza veemente, e puniscono i politici cattolici che sono a favore dell’aborto e della ricerca sulle cellule staminali. Dovrebbero spendere almeno lo stesso tempo a protezione dei ragazzi già sotto la loro cura di quanto ne spendono a far campagna sui diritti di quelli che non sono ancora nati.

Decennio dopo decennio, la chiesa nascondeva i suoi sordidi crimini, permettendoli agli autori in colletto, invece di lasciare che fosse la polizia a metter loro il colletto. Nel caso del famigerato prete tedesco, un funzionario della diocesi ha suggerito che il suo problema si sarebbe potuto risolvere trasferendolo ad insegnare in una scuola femminile . O hanno capito che non sarebbe stato tentato dal sesso femminile, o peggio, alla chiesa non importava di mettere delle bambine a rischio.

Le suore hanno storicamente ripulito le mense dei sacerdoti. E questo è un guaio storico. Benedetto deve tornare a casa in Baviera. E i cardinali dovrebbero inviare la fumata bianca su per il camino, proclamando “Habemus Mama”.

Traduzioni di collettiva_femminista Sassari

Articolo originale del NYT

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2 Risposte to “Una suora prossimo papa. Trad. A Nope for Pope, di Maureen Dowd, NYT:”

  1. Irene Says:

    Purtroppo la Chiesa è uno dei massimi baluardi in cui si manifesta il potere maschile: il concetto di democrazia e partecipazione è inesistente e le scelte si fanno spesso più su dogmi creati ad hoc che altro. La stessa traduzione del Vangelo è frutto di scelte di potere che spesso ne stravolgono lo spirito fondante a favore del rafforzamento dell’autorità dei soliti noti (maschi potenti).
    Leggiamo degli USA e di buona parte dell’Europa (Irlanda, Austria…) indignati per la copertura che i Vaticano ha dato agli abusi sui minori ma nell’Italia vaticana tutto questo viene definito “chiacchiericcio” e i TG locali, soprattutto la domenica, aprono ogni edizione con l’Angelus da piazza San Pietro e i proclami su chi votare ad ogni prossima elezione locale o nazionale che sia.
    Non so se le suore dentro la Chiesa abbiano la forza di manifestare la loro voce critica (la Chiesa ha storicamente chiamato le donne “sesso”) e a volte penso che le loro educazione all’abito che indossano sia una sorta di ulteriore rafforzamento della sottomissione che è già insita nella loro scelta di prendere i voti.
    Certamente queste vicende dimostrano ancora una volta che l’assenza delle donne distorce, squilibra (per usare termini morbidi) e fa prevalere solo dinamiche servo-padrone e, stavolta, in modo ancora più aberrante perchè ci sono di mezzo i bambini.

  2. Diavolo di uno Scandalo. Trad. dal New York Times « collettiva_femminista Says:

    […] di uno Scandalo. Trad. dal New York Times By Ivana Dopo il primo articolo nel quale Maureen Dowd auspicava una suora come prossimo papa; ed il secondo, in cui suggeriva alla […]

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