LA LIBERTÀ DELLE DONNE. A SASSARI UN TRI-CICLO DI INCONTRI TRA TEATRO, DOCUMENTARIO E RIVISTE

by

Articolo dedicato all’iniziativa sassarese, pubblicato su Leggendaria, n. 69 del 2008

LA LIBERTÀ DELLE DONNE.
A SASSARI UN TRI-CICLO DI INCONTRI TRA TEATRO, DOCUMENTARIO E RIVISTE

di Ivana Pintadu

Durante i tempi bui, che non sono per niente passati, in cui si proponeva la moratoria sull’aborto, qui a Sassari discutevamo, all’interno del MOS Donna*, l’organizzazione di un’iniziativa per contestare la criminalizzazione della donna orchestrata da Giuliano Ferrara e dagli altri teo-integralisti suoi pari. Era marzo, c’era la giornata della donna che nessuna di noi voleva festeggiare, la rabbia ci montava ed invece che rimanere protette nella nostra associazione, abbiamo deciso di riunirci tutte e fare qualcosa che fosse di rottura. Dopo la prima riunione si sono unite altre associazioni e anche tre docenti dell’Università di Sassari, Lucia Cardone, Monica Farnetti e Laura Fortini. Siamo uscite così con un comunicato stampa, dove scrivevamo, tra le altre cose, che “nessun appello ad un diritto universale a favore di ipotetici nascituri può permettersi di andare a contrastare con il diritto di autodeterminazione delle donne e la loro libertà di scelta”. Il nostro intento però non voleva essere di segno negativo, né volevamo rimanere all’ombra della ingombrante figura di Giuliano Ferrara; così abbiamo scelto di porci in maniera positiva, imprimendo alle nostre azioni un segno in qualche modo gioioso. Da qui l’idea dei Monologhi della vagina e gli altri due eventi dai quali è nato il nome “Tri-ciclo”.
Direi che l’inizio è stato col botto, perché il 10 marzo nell’aula magna centrale dell’Ateneo turritano, dai severi scranni rettorali, sono risuonate le parole dirompenti dei Monologhi della vagina di Eve Ensler, recitati da Elisabetta Dettori e Emma Gobbato della Compagnia Teatro d’Inverno di Alghero. La partecipazione del pubblico è stata sorprendente, forse solo in quel momento abbiamo capito quanto questa città, come altre, necessiti di sentire la voce delle donne. Dopo il primo incontro, il 2 aprile abbiamo avuto la proiezione di Le italiane e il voto. Una cittadinanza imperfetta curato da Gabriella Bonacchi, con la regia di Barbara Galandi. Con la curatrice ne hanno discusso Lucia Cardone, Michela de Giorgio, Fiamma Lussana e Giulia Pissarello. Il video era a tratti toccante, soprattutto quando apparivano le donne della Costituente, mentre il ritratto degli anni ’70 e dei movimenti femministi rimaneva relegato sullo sfondo, suscitando il desiderio di ulteriori riflessioni. Difatti, benché io sia nata nel 1972, guardo con interesse e gratitudine a quel movimento – che ha portato in Italia l’introduzione della legge sul divorzio nel 1970, la modifica del diritto di famiglia nel 1975, la legge sulle pari opportunità nel 1977 e la legge che regola l’aborto nel 1978 – e di quelle donne vorrei ancora sapere.
A concludere il Tri-ciclo, che a dirlo con le parole di Monica Farnetti “è diventato un torpedone” , il 6 maggio abbiamo avuto al mattino la presentazione di Il romanzo del divenire. Un Bildungsroman delle donne? e nel pomeriggio una discussione dedicata alle riviste Leggendaria e DWF. Alle ospiti Paola Bono e Anna Maria Crispino si sono affiancati, nel corso della giornata, i professori Morace e Serpillo, e quindi, nella doppia veste di padrone di casa e di autrici, Laura Fortini e Monica Farnetti.
È stato formativo e interessante ascoltare come i relatori uomini si siano posti rispetto alla scrittura delle donne, con affermazioni come “oltre un certo limite un uomo non può/sa leggere le donne”. È chiaro che abbiamo dei linguaggi differenti, eppure, come ha giustamente sottolineato Monica Farnetti: “noi donne leggiamo Dante ed abbiamo studiato e amato libri scritti da uomini, nonostante non siano la nostra storia…”.
Nel pomeriggio abbiamo parlato delle riviste delle donne, chi c’era ha voluto acquistarne delle copie, ha fatto l’abbonamento o ha voluto conoscere le modalità per abbonarsi. Ma nuovamente, si era in poche e mi domando perché. È stato qualcosa di nuovo nel panorama sassarese: occorre dirlo. E proprio per questo, dobbiamo e vogliamo proseguire il percorso politico e culturale cominciato con tanto entusiasmo e passione, e continuare a lavorare con le donne che scrivono e pensano alle donne. Soprattutto quando ci troviamo di fronte una città come questa, dove le stesse donne stentano a percepire la voce femminile, a farla propria, a sentire che nel “romanzo del divenire” si parla di vita “nostra”, e che soltanto comprendendo il nostro passato, anche attraverso la scrittura delle donne venute prima, potremmo raggiungere quella libertà che dà il titolo al nostro progetto. Noi che l’abbiamo inventato e organizzato, che fortemente vogliamo perseguire questa ri-scrittura/ri-lettura della nostra storia, dobbiamo ammettere che esiste un problema di accoglienza di questo tipo di iniziative da parte della città.
Forse le donne pensano che sentire parlare di sé/donna sia autoreferenziale e quindi privo di valore. Mi sbaglierò, ma ho l’impressione che se l’iniziativa l’avessero fatta gli amici e compagni uomini, sarebbe stato un evento e sarebbero riusciti a parlarne e parlarsi per mesi. C’è ancora un grande lavoro da fare, dunque, e dovremo inventare altri Tri-cicli ed altre modalità per costruire una fitta ed efficace rete di donne.

* La sezione femminile del Movimento Omosessuale Sardo

Annunci

Tag: ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: